S. Giovanna Francesca di Chantal nasce a Digione il 23 gennaio 1572 e muore nel Monastero della Visitazione di Moulins il 13 dicembre 1641.
Giovane vedova, madre di quattro figli, il suo temperamento appassionato e generoso l ha lanciata in una ricerca ardente di Dio.
Vi vedo, mi pare, mia cara Figlia, con il vostro cuore vigoroso che vuole potentemente e me ne compiaccio, ma vorrei di più? (lettera di S. Francesco di Sales): così inizierà la grande amicizia spirituale che spingerà Giovanna Francesca di Chantal sul cammino della santità.
Fu sposa teneramente amata
e che amava con lo stesso ardore il proprio marito, morto prematuramente in
un incidente di caccia; donna intelligente e madre amorosa ed educatrice eccezionale;
caritatevole verso gli afflitti e i miserabili, serviti di propria mano per
anni; vedova afflitta, ma non disperata nella prova; donna forte che sa sopportare
per lunghi sette anni la tirannia di una serva-padrona del proprio suocero.
Fu fondatrice
di un Ordine che ancora nella sua vita si espanse in più di 80
Monasteri pur attraverso grandi prove e difficoltà, lutti, peste, guerre,
calunnie; capace di tenere una corrispondenza serrata ( quasi 4000 lettere
pubblicate), instancabile madre e viaggiatrice per le necessità del
suo Ordine; ricercata e onorata da tutti i Grandi di Francia e della Savoia;
universalmente considerata santa, già in vita.
Sarebbe un amore
interessato il lasciare il mondo, che é nulla, per possedere Dio che
é tutto? No, bisogna lasciare tutto e restare a disposizione dell
amore divino, affinché faccia di noi quello che vorrà
.
Queste le sue
parole più frequenti.
(per approfondimenti Come piace a Dio di Giorgio
Papàsogli Città Nuova).
Donna di gran
cuore e di fede sincera, mette la sua vivacità di carattere al servizio
della spiritualità di Francesco di Sales, fedele sempre a se stessa
nellessere presente dovunque Dio la volesse, una figura affascinante
ed estremamente attuale, sotto il segno di unascesi vissuta con semplicità
e grazia.
(A. Ravier, Giovanna di Chantal, fascino femminile e santità,
Città Nuova 2000)
Dopo la rinuncia ai suoi beni terreni Giovanna è davvero povera quando inizia il suo apostolato : il 6 giugno 1610, insieme alle sue compagne Giacomina Farve e
Giovanna Carlotta de Bréchard. Dopo la benedizione del Vescovo, entra nella piccola Casa della Galleria, culla dell Ordine della Visitazione.
Cè estrema povertà, ma una grande pace invade il cuore delle tre religiose, davvero fin dallinizio alla Visitazione tutte le cose sono piccole, umili e di poco conto, fuorché lideale che è quello di giungere alla perfezione dellamore di Dio.
Inizia così
una nuova fase della vita di
S. Giovanna Francesca, importante e decisiva, non solo per il suo cammino
personale di santità, ma anche per quello di tante anime che nel corso
dei secoli si metteranno sotto la sua umile guida e la riconosceranno come
Madre e Maestra spirituale.
Per Madre Chantal questa scelta comporta rottura e distacco con tutto ciò che fino a quel momento aveva costituito il suo mondo. La grazia però, anche quando si impadronisce in modo così potente di unanima, non distrugge mai completamente la natura, non chiede di rinnegare i sentimenti più belli e più puri che ci sono nel cuore, spinge invece tutto verso lAssoluto di Dio.
Proprio per questo Giovanna
rimarrà sempre Madre : continuerà ad amare profondamente
e teneramente i suoi figli, accompagnandoli con la preghiera e soffrendo poi
intimamente - pur accettando la volontà di Dio - per la loro prematura
scomparsa. Alla morte del Signor de Toulonjon, suo genero e sposo di Francesca,
è lunico che sopravviverà alla Santa.
Madre Chantal
si lascerà sfuggir laffermazione: quanti morti!,
subito corretta in Quanti pellegrini che si affrettano a recarsi
alla Dimora eterna, accoglili, Signore, tra le braccia della tua Misericordia.
Essa dimostra di avere un cuore vigoroso che ama e vuole potentemente,
come lo aveva definito San Francesco di Sales e che durante tutto il corso
della vita compirà lesercizio di volere
e amare la Volontà di Dio ancor più vigorosamente, più
teneramente e più amorosamente di qualsiasi altra cosa al mondo e non
solo negli avvenimenti sopportabili, ma anche in quelli insopportabili.
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continua
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Così Dio diventa
veramente l unica ricerca, lunica realtà, lunico
fine, il tutto della sua vita e in Lui si apre anche a una nuova
maternità, quella spirituale.
Dio le dona le anime ed Ella le ama con passione, con tenerezza, perché
sono sue, perché vuole portarle a Lui, perché vuole che lo amino
tanto.
Questo spiega
la sua dedizione senza limiti, lo zelo, lansia di ogni sua giornata.
E questa sollecitudine veramente materna si manifesta in tutta la sua estensione,
soprattutto dopo la morte di S. Francesco di Sales (28 dicembre 1622),
Giovanna Francesca si ritrova sola alla guida della sua famiglia religiosa
che proprio allora conosce un incredibile sviluppo.
Ella si fa, in questi
ultimi diciannove anni della sua vita, pellegrina sulle strade di Francia,
continuamente richiesta per nuove fondazioni che alla sua morte raggiungeranno
il considerevole numero di ottantasette.
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